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Consiglio questo libro, sia a colleghi che si impegnano nel lavoro a fianco delle famiglie che a tutte le famiglie, sia di bimbi con sviluppo tipico che con bisogni educativi speciali, l’ho letto e riletto e ogni volta trovo qualche spunto interessante, per questo ho scelto di riportarne alcune parti:

LA SFIDA DELLA DISCIPLINA Governare il caos per favorire lo sviluppo del bambino.
Ed Raffaello Cortina ( Daniel J. Siegel, Tina Payne Bryson)

In genere, i nostri figli diventano aggressivi contro di noi, non perché siano violenti o perché noi abbiamo fallito come genitori.

Di solito l’aggressività è riconducibile al fatto che non hanno ancora la capacità di regolare i propri stati emotivi e di controllare gli impulsi.

La realtà è che, in tutti noi, le capacità oscillano in base allo stato mentale e fisico, i quali a loro volta sono influenzati da una moltitudine di fattori – a maggior ragione nel caso del bambino, il cui cervello non è ancora completamente sviluppato.

Molti genitori notano come il proprio figlio sembri quasi aspettare di essere con loro per “sfogarsi”… queste esplosioni sono appunto manifestazioni del fatto che il bambino ha fiducia in noi e si sente protetto in nostra presenza.
Invece di reagire poniamoci tre domande:

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Quanta più comprensione avrete per Voi stessi, tanto più comprensivi ed efficaci potete essere verso i vostri figli.

A seconda della violazione commessa dal bambino, potremmo dover dedicare un momento a calmarci, per fare una scelta e dare una risposta consapevole, piuttosto che reagire.

Evitare di fare supposizioni e pensieri tendenti al peggio e attivare la curiosità: “perché l’ha fatto?”.
A volte i bambini, soprattutto quelli piccoli, potrebbero non sapere perché si siano arrabbiati o comportati male, quindi è bene che sia l’adulto ad andare alla ricerca delle ragioni del comportamento.

In maniera conscia o subconscia, il cervello del bambino assimila ogni sorta di informazioni derivanti dalle azioni dei genitori, nelle situazioni più diverse.

Il caos, la perdita di controllo sono segni di mancanza di integrazione: le diverse parti del cervello non funzionano in sinergia fra loro, come un tutto unico.

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Il bambino che non ha il controllo è comunque impaurito, da questa sensazione e può cervello manifestare rabbia, aggressività, congelamento o fuga. Possiamo spiegare come funziona il cervello.

Cosa voglio insegnargli ora? Ad esempio a imparare che ci sono dei limiti, che alcune cose si possono fare, altre no.

Entrare in sintonia con il bambino, gli permette di imparare.
Una risposta appropriata, ad esempio, potrebbe essere: “vedo che sei arrabbiato e fai fatica a fermare il tuo corpo. Ti aiuterò io”.

Come posso farlo al meglio?
Uno dei modi più validi ed efficaci per realizzare sintonia è assumere una postura del corpo che comunichi l’opposto della minaccia e dell’imposizione, ad esempio abbassandosi al di sotto dell’altezza dei suoi occhi, con una posizione del corpo rilassata che comunichi calma.
Le parole e il linguaggio del corpo insieme, comunicano sintonia, dicendo al bambino: “ Sono qui, vicino a te.” – Ti aiuterò”.

Assumere una postura del corpo rilassata e non minacciosa serve a calmare, anche se stessi: quindi non solo il bambino, ma anche l’adulto è più sereno.

Smettere di parlare e mettersi in ascolto: quando il bambino si sente offeso, è arrabbiato o deluso, le sue regioni cerebrali superiori, deputate alla logica, non funzionano appieno.
Parlargli troppo può aggravare il problema, un bambino agitato o arrabbiato è già sovraccarico dal punto di vista sensoriale.
Il nostro compito è di ascoltare le emozioni “fra le righe”.

Aspettare il momento giusto, quando il bambino è pronto in uno stato mentale tranquillo e ricettivo, e quando Noi siamo pronti a mantenere coerenza e flessibilità.

Un modo per favorire lo sviluppo di abilità, è incoraggiare il bambino a trovare una soluzione creativa, magari aiutandolo con alternative di scelta se non riesce subito da solo.

Descrivere invece di ordinare, per dare l’opportunità al bambino di considerare la situazione in modo autonomo e stabilire cosa potrebbe essere necessario fare, questo gli permetterà di volta in volta di maturare sempre meglio le proprie capacità di autocontrollo.